Vivere con una malattia cardiovascolare in giovane età mi ha insegnato quanto sia facile che le nostre voci passino inosservate. Per questo mi sento privilegiata a lavorare in questo ambito: mi dà la possibilità di portare attenzione su questi temi e contribuire a farli emergere nel dibattito europeo. Non tutti hanno la stessa opportunità ed è anche per questo che sento sia nostra responsabilità creare spazi e dare voce a chi spesso non viene ascoltato.
È da qui che nasce Young Hearts. Un’iniziativa avviata nell’ambito del mio lavoro, ma profondamente guidata anche dalla mia esperienza personale. L’idea era semplice: riunire giovani pazienti, condividere esperienze, capire dove i sistemi non funzionano e trasformare queste evidenze in richieste concrete di cambiamento.
All’inizio, avrebbe potuto essere solo l’ennesima goccia nell’oceano; un altro position paper con poco seguito. Invece, passo dopo passo, Young Hearts ha iniziato ad attrarre attenzione: non solo sul gruppo, ma soprattutto su una tematica ancora troppo poco rappresentata.
Questo percorso ha raggiunto un momento particolarmente significativo lo scorso venerdì, quando DG SANTE mi ha invitata a moderare l’unica sessione dedicata alla salute cardiovascolare nel contesto della European Youth Week al Parlamento europeo. Un’occasione importante, resa ancora più speciale dalla partecipazione degli altri membri di Young Hearts, che hanno contribuito attivamente alla discussione.
Il contesto è oggi particolarmente favorevole: con il Piano dell'UE per la salute cardiovascolare Safe Hearts si sta finalmente ampliando il modo in cui si parla di questa tematica, passando da un approccio centrato esclusivamente sulla malattia a una visione più ampia di cardiovascular health lungo tutto l’arco della vita. In questo quadro, si stanno aprendo spazi sempre più concreti per includere anche la prospettiva dei più giovani, spesso gli “insoliti sospetti” quando si parla di patologie cardiovascolari, e proprio per questo troppo a lungo rimasti ai margini del dibattito.
Un traguardo importante, che però non è il risultato di un lavoro individuale.
È il frutto del coraggio dei membri di Young Hearts, che hanno scelto di condividere le loro storie - spesso personali, non sempre facili da raccontare - rendendo la discussione autentica e concreta. Ed è anche grazie a EHN, che ha creduto in questa iniziativa e mi ha dato lo spazio per provarci, che questo percorso è stato possibile.
Quello che era iniziato come un piccolo progetto sta oggi aprendo nuove opportunità. E questo è solo l’inizio.
Leggi: https://ehnheart.org/activities/patients/join-the-young-hearts/
Mehitable Holler, European Heart Network



